Osho – Perché protestare non serve a nulla

 

 

 

 

 

 

 

 

A cosa serve protestare?

Il mese scorso è stato il centesimo anniversario della Silent Parade di New York.

Cos’è la Silent Parade?

La Silent Parade è un manifestazione nazionale avvenuta il 28 Luglio 1917 alla quale parteciparono circa 10.000 persone 28 luglio 1917 per marciare in silenzio lungo la Fifth Avenue a Madison Square contro le violenze sui neri.

Ad oggi possiamo dire che quello fu l’evento precursore del moderno movimento dei diritti civili.

Da quella marcia in poi, molte altre sono seguite in altri luoghi  del pianeta e per altri motivi a tal punto da interrogarsi circa l’efficacia stessa dell’atto di protestare.

Infatti la protesta per o contro qualcosa può diffondersi ed interessare un pubblico davvero molto ampio, ma può ispirare il cambiamento a un livello fondamentale?

Osho a questo proposito dice:

“Le tue proteste, il tuo pacifismo, la tua lotta contro i guerrafondai sono ancora parte integrante della guerra. Tu non sei un uomo di pace. E questo lo si può si può vedere quando le persone protestano – la loro rabbia, la loro violenza è così evidente che ci si chiede perché mai queste persone stiano protestando contro la guerra. Farebbero quasi meglio ad arruolarsi – sono pieni di rabbia, rabbia. Si dichiarano “per la pace”, ma è soltanto una maschera. Una bella maschera, ma dietro c’è la stessa rabbia, la stessa violenza, la stessa distruttività contro chi non è d’accordo con loro.

Stanno contribuendo al clima di violenza esattamente come tutti gli altri.

Staranno anche parlando d’amore, ma dicono anche che devi combattere per l’amore.

Maometto aveva scritto sulla sua spada “La pace è il mio messaggio”. Quale miglior posto se non una spada per scrivere “La pace è il mio messaggio”! E ha fondato un religione chiamata Islam. Islam significa pace ma ha commesso violenze nel mondo più di ogni altra religione. In nome della pace in punta di spada, l’Islam ha ucciso e convertito milioni di persone.

Puoi scegliere belle parole ma non puoi nascondere la realtà.

“L’affermazione di Jiddu Krishnamurti “Tu sei il mondo” sottolinea semplicemente il fatto che ogni individuo, dovunque sia, qualunque cosa sia, debba accettare la responsabilità di aver creato questo mondo che esiste attorno a noi. Se è folle, hai contribuito a quella follia a modo tuo. Se è malato, hai contribuito anche tu a farlo ammalare.

Questo punto è molto importante perché a meno che tu non capisca che “sono anche io responsabile di questo mondo miserabile e folle”, non c’è possibilità di cambiamento. Chi deve cambiare? Tutti pensano che qualcun altro debba farlo.

Uno dei grandi imperatori d’India fu Akbar. Un giorno stava conversando con dei suoi amici i quali erano le persone più brave, più sagge e creative di tutto il regno.

Il suo giullare di corte sedeva accano a lui. Dovete sapere che a quel tempo alla corte di ogni grande imperatore c’era un giullare il cui ruolo era quello di mantenere l’allegria di tutti facendoli ridere ogni tanto.

Era una grande intuizione quella di avere un giullare di corte, per giunta uno dei più saggi uomini di quel periodo.

Bene, il giullare della corte di Akbar si chiamava Birbal e mentre stava parlando ricevette un bello schiaffo da Akbal.

Birbal non potendo restituire lo schiaffo all’imperatore, semplicemente tirò uno schiaffo alla persona al suo fianco.

Tutti pensarono “che strano, non c’era nessun motivo per dare un schiaffo al giullare! E anch’esso è una persona molto strana: invece di chiedere “Hei! perché mi hai dato uno schiaffo?” semplicemente ne ha tirato uno a chi gli stava accanto!”

E quell’ uomo, pensando fosse una normale regola di corte, colpì la persona al suo fianco. A catena, presto lo schiaffò arrivò a tutti a corte.

E sarete sorpresi: la sera Akbal ricevette uno schiaffo da sua moglie. “Perchè mi hai colpito!?” le disse.

Lei rispose: “questa non è una domanda da fare: un gioco è un gioco.

“Chi ti ha detto che questo è un gioco?” replicò l’imperatore.

E lei ancora: “abbiamo sentito per tutto il giorno di un bel gioco che era iniziato a corte. L’unica regola è che non puoi rispondere al colpo subìto e devi trovare un’altra persona a cui dare lo schiaffo. Qualcuno mi ha colpito e adesso lo schiaffo è tornato a te: così il gioco è concluso!”

In questo grande mondo, migliaia di giochi folli sono in corso, e anche tu sei un partecipante, ovviamente in misura molto piccola, secondo le tue capacità. Ma ricorda, lo schiaffo ti ritornerà indietro prima o poi. Dove altro potrà andare?

Qualunque cosa arrivi a te, ricorda, che è risultato del tuo agire.

Forse hai dimenticato quando l’hai fatto. Il mondo è grande, ci vuole tempo. Ma tutto torna alla sua fonte – questa è una delle regole fondamentali della vita, non una regola di un gioco.

Krishnamurti sta dicendo che non sei una vittima, tu sei un creatore di questo mondo folle.

E naturalmente, devi partecipare al risultato di tutto ciò che hai contribuito a creare. Stai partecipando alla semina dei semi, dovrai partecipare anche a raccogliere il raccolto. Non puoi scappare.

Affinche l’individuo smetta di dare la responsabilità verso gli altri è necessario che inizi a guardarsi dentro per vedere in che modo sta contribuendo a tutta questa follia. Così facendo c’è la possibilità che possa smettere di contribuire. Perché anche lui deve soffrire. Se viene a sapere che tutto il mondo non è altro che la sua proiezione su una scala più ampia ….

Siccome milioni di individui nel loro piccolo hanno contribuito ciascuno con la stessa rabbia, lo stesso odio, la stessa competitività, la stessa violenza, il mondo è diventato quello che vedi. Non puoi concepire di esserne il  responsabile: “Ho contribuito solo un piccolo pezzo …” dici a te stesso.  Ma un oceano non è altro che milioni e milioni di gocce. Una goccia non può pensare che sia responsabile per l’oceano – ma in realtà lo é.

Senza la goccia non ci sarà nessun oceano. L’oceano è solo un nome. La realtà è nella goccia.

“Accettare la tua responsabilità ti farà cambiare, e il tuo cambiamento è l’inizio del cambiamento del mondo, perché tu sei il mondo. Comunque piccolo, un mondo in miniatura, ma trasporti tutti i semi.

Se la rivoluzione arriva a te, annuncia questa stessa rivoluzione al mondo intero.

E quando Krishnamurti dice: “Tu sei il mondo” non lo dice solo a te. Lo sta dicendo a tutti:

Voi siete il mondo.

Se volete cambiare il mondo, non cominciate a cambiare il mondo, questo è il modo sbagliato che l’umanità ha seguito finora. Si dice sempre che “bisogna cambiare qui, bisogna cambiare di là”.

Nessuno dice che bisogna cambiare l’individuo.

Ecco perché tutte le rivoluzioni sono fallite. Solo una rivoluzione può avere successo, che non è stata ancora provata: la rivoluzione dell’individuo.

Si cambia se stessi.

Sii attento a non contribuire a nulla che renda il mondo un inferno. E ricordati di contribuire al mondo con qualcosa che lo renda un paradiso.

Sta tutto qui il segreto di un uomo religioso.

 

Osho, Sermons in Stones, Talk #2